
Il botball nasce negli USA come la versione “Under 18” di Rubocup e su iniziativa del “Kiss Istitute for pratical Robotics”, un’associazione non-profit in collaborazione con centri di ricerca per l’intelligenza artificiale, appoggiata dalla NASA e da una serie di sponsor pubblici e privati.
L’iniziativa funziona così: una scuola paga 2000 dollari ( sono previsti, comunque dei finanziamenti di sostegno) e si vede recapitare un Kit che include il regolamento del gioco e il materiale per la costruzione e la programmazione ( solitamente materiale e softwere della Lego).
Le istruzioni a disposizione riguardano,però, l’obiettivo finale della gara. Nulla è detto su quale aspetto e quali caratteristiche dovrà avere il robot, e anche il softwere non dà alcuna indicazione su come organizzare la “vita “ del robot. Il Batball è una vera sfida, non una semplice esercitazione.
Le regole del torneo cambiano ogni anno, ma in sostanza si tratta di spostare delle palline da ping pong fino a mandarle in gol su un campo di calcio dalle dimensioni ben definite.
Gli studenti coadiuvati dagli insegnanti hanno due mesi di tempo per ideare, progettare, costruire un robot e una programmazione per permettere alla macchina di comportarsi al meglio sul campo da gioco.
Gli insegnanti della scuola che ha comprato il Kit seguono un corso di formazione sulla robotica e sulle potenzialità educative di quest’iniziativa. Il corso è svolto da un esperto di Intelligenza Artificiale messo a disposizione dagli organizzatori presso le proprie scuole.
Terminata la fase progettuale e la realizzazione dei robot, arriva il momento della sfida, tutte le scuole di una determinata area che partecipano al progetto si ritrovano in una palestra, trasformata per l’occasione in uno stadio e il torneo comincia. Una volta sul campo i robot realizzati dai ragazzi
Sono lasciati a se stessi, non è permesso alcun intervento da parte dei partecipanti.